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11 luglio 2019, 35mm

Piccolo articoletto sulla lunghezza focale dei 35mm (23 su crop). Se fotografate tramonti, gattini, macchine, bestie feroci, sport, cibo o oggetti… andate a bere una birra, altrimenti continuate a leggere.

Metto innanzitutto la mano sul fuoco scommettendo che ogni fotografo con cui avete parlato vi avrà consigliato il 50mm come prima lente fissa. L’unico motivo per cui l’ho sempre fatto anch’io è che quando qualcuno si affaccia alla fotografia vuole spendere poco. Altrimenti vi consiglierei un 35mm
Perché 35mm? C’è chi tira in ballo la componente prospettica legata alla lente, la solita storiella della visione “normale”. Secondo me invece c’è qualcosa di più. La giusta distanza c’entra sempre, ma voglio indagare oltre e analizzare l’aspetto relazionale con il soggetto.

Provate a fotografare una persona con un teleobiettivo, un 300mm, da lontano. Il soggetto non sembrerà solo distante causa prospettiva, ma risulterà “distante” anche perché non c’è il minimo di interazione tra di voi. L’interazione parte quando si accorgerà che lo state fotografando con un teleobiettivo. Tutti si sentono a disagio se il fotografo scatta da troppo lontano, sembra lo stia facendo per qualche scopo losco…

Montiamo adesso un 24 mm o un qualunque altro grandangolo e proviamo a fotografare un soggetto qualsiasi. Dovrò avvicinarmi fino all’inverosimile e, da afefobico, vi posso assicurare che rischiate una randellata. Il fotografo in questo caso deve proprio immergersi nello spazio intimo e vitale del soggetto ritratto e l’interazione personale sarà percepita quasi sicuramente con molto fastidio. La spontaneità verrà meno e l’imbarazzo sarà enorme.

Proviamo ora un 50mm. Finalmente ci siamo, ottima lente, prospettiva perfetta ma… il soggetto perde l’ambientazione. Certo, se voglio fare un bel ritratto è dal 50 che devo cominciare, ma se voglio raccontare un po’ la storia di chi sto fotografando dovrò allontanarmi per catturare un po’ dell’ambiente che circonda il soggetto. Il problema è che allontanandomi alla distanza corretta mi ritroverò distante a sufficienza dal soggetto per uscire dal suo spazio dedicato all’interesse. L’effetto diventa un po’ quello del teleobiettivo. Secondo la prossemica per scattare con un 50mm un ritratto ambientato usciamo dalla zona personale ed entriamo in quella pubblica (oltre i 3,5 m di distanza). Il fotografo diventa quindi totalmente estraneo.
Con il 35mm invece riusciamo ad entrare nell’area grigia dell’area sociale, da 1,20 m a 3,5 m dal soggetto e riusciamo a portarci a casa un bel ritratto ambientato interagendo senza però metterlo troppo a disagio. Si verrà quindi a creare una sorta di intesa che non viola lo spazio personale (al di sotto del metro e venti) tra fotografo e soggetto ritratto. La zona “sociale” è quella più interessante perché vi eviterà problemi nel caso di persone scontrose, e vi permetterà invece di interagire con la persona senza risultare troppo invasivi dandovi comunque la possibilità di conoscervi e interagire.

Concludendo… lunga vita al 35mm, l’unica lente che dovrebbe star sempre montata sulla vostra macchina fotografica se vi piace fotografare un essere umano e raccontare la sua vita.

Se volete approfondire un po’: https://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica
Provare per credere!